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	<title>BelViver &#187; siena</title>
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		<title>24.000 ettari 320 aziende vitivinicole: Montalcino</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 12:37:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Solo l'8% dei 24.000 ettari è coltivato a vite e poco più della metà iscritti all'albo del vino Brunello di Montalcino. Il territorio è consacrato come uno di maggior pregio in assoluto al vertice dell'enologia mondiale. Cosa lo distingue? ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/02/IMG_0587.JPG"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1228" title="benvenuto brunello" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/02/IMG_0587-300x200.jpg" alt="benvenuto brunello" width="300" height="200" /></a>Solo<strong> l&#8217;8%</strong> dei 24.000 ettari è coltivato a vite e poco più della metà iscritti all&#8217;albo del vino <strong>Brunello di Montalcino</strong>. Il territorio è consacrato come uno di maggior pregio al vertice dell&#8217;enologia mondiale. Cosa lo distingue? Il cosidetto “<strong>fattore Montalcino</strong>” -come lo chiamano gli esperti <strong>Maracchi</strong>, <strong>Cotarella</strong> e <strong>Scienza</strong>-: &#8220;<em>un&#8217;area enologica d&#8217;eccellenza, uno dei pochi posti al mondo in cui è possibile produrre con <span style="text-decoration: underline;">regolarità</span> vini di altissimo livello usando un solo vitigno il Sangiovese&#8221;<span id="more-1219"></span></em>.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Nel corso di <a href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/eventi/benvenuto-brunello.html"><strong>Benvenuto Brunello</strong></a> è giunta un&#8217;ottima notizia per produttori, consumatori ed investitori: avranno sempre la garanzia di un prodotto di altissima qualità. Un modello scientifico è stato presentato a firma dei succitati esperti, una diagnosi scientifica condotta sulla vendemmia 2010 che in buona sostanza dice che si può programmare in anticipo la raccolta e ciò permetterebbe a ciascun produttore di ottimizzare la composizione chimica dell&#8217;uva <strong>garantendo in tutte le annate un vino atto al lungo invecchiamento</strong>, evitando sovramaturazioni che spesso tolgono finezza al vino e lo fanno diventare troppo alcolico. Analogamente la composizione polifenolica equilibrata (tannini ed antociani) consente di produrre Sangiovese con una elevata stabilità cromatica nel corso dell&#8217;invecchiamento e della conservazione presso il consumatore.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Ezio Rivella</strong> il Presidente del <strong>Consorzio del Vino Brunello di Montalcino</strong> in &#8220;sella&#8221; da giugno 2010 commenta il risultato di questo studio: &#8220;&#8230;<em> ci conferma alla guida dell&#8217;enologia internazionale per la capacità di investire sul territorio e innovare costantemente, per garantire l&#8217;eccellenza che un grande bene come il nostro deve sempre avere</em>&#8220;.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Il segreto dei vini di Montalcino? La forza del territorio e il saper fare dei viticoltori. 320 aziende sono tante! difficile trovare un “cattivo” vino quindi il consiglio è provare e assaggiare presto o tardi s&#8217;incontrerà il preferito!</p>

<a href='http://www.belviver.com/soste/24-000-ettari-320-aziende-vitivinicole-montalcino/attachment/img_0601/' title='benvenuto brunello'><img width="150" height="150" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/02/IMG_0601-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="benvenuto brunello" title="benvenuto brunello" /></a>
<a href='http://www.belviver.com/soste/24-000-ettari-320-aziende-vitivinicole-montalcino/attachment/img_0583/' title='benvenuto brunello'><img width="150" height="150" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/02/IMG_0583-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="benvenuto brunello" title="benvenuto brunello" /></a>
<a href='http://www.belviver.com/soste/24-000-ettari-320-aziende-vitivinicole-montalcino/attachment/img_0587/' title='benvenuto brunello'><img width="150" height="150" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/02/IMG_0587-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="benvenuto brunello" title="benvenuto brunello" /></a>

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		<title>Barone di ferro. Barone del vino…Bettino Ricasoli e famiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 11:30:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti come è nato il Chianti? La risposta è un nome, anzi una famiglia: i Ricasoli, e il loro Castello di Brolio con 240 ettari di vigneti secolari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-1147" title="castello di brolio" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/01/IMG_0101-castello-di-brolio-4.JPG" alt="castello di brolio" width="512" height="384" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN-BOTTOM: 0cm">Vi siete mai chiesti come è nato il <strong>Chianti</strong>? La risposta è un nome, anzi una famiglia: i <strong>Ricasoli</strong>,<strong> </strong>e il loro <strong>Castello di Brolio</strong> con 240 ettari di vigneti secolari.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Vini come <strong>Chianti del Barone</strong>, <strong>Casalferro</strong> o <strong>Brolio</strong> &#8211; per citarne alcuni -, unici ed eleganti, sono il vanto dei Ricasoli. Soddisfano tutti i palati: note minerali o speziate, corposità e potenza o <span id="more-1145"></span>armonia e delicatezza vellutata… Ma soprattutto sono emblema della <strong>produzione enologica senese</strong>. Al secondo posto nella classifica mondiale delle <strong>aziende vinicole più antiche</strong>. Vantano origini longobarde, i Ricasoli, nobili feudatari alla corte di Carlo Magno. Il nome a cui devono tutto è quello del <strong>Barone Bettino</strong>, grande <em>uomo politico</em> &#8211; primo Ministro della neonata Italia Unita &#8211; e, prima di tutto, <em>imprenditore vitivinicolo</em>. Si deve alle sue sperimentazioni il marchio dell’azienda vinicola più antica d’Italia, e si deve a lui la nascita dell’odierno Chianti. Oggi <strong>l’azienda Barone Ricasoli</strong> (<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ricasoli.it/">www.ricasoli.it</a></span></span>) è in mano al 32° Barone di Brolio, <strong>Francesco Ricasoli</strong>, il quale è determinato a sviluppare vini che rappresentino il territorio e la storia di Siena. Circondata dalla serena bellezza delle terre del Chianti, valli, colline e alberi, l’azienda intende valorizzare il testimone del Barone di Ferro continuando sulla strada della costante <em>sperimentazione</em>. Alla ricerca del <em>vino perfetto</em>! All’insegna del bere come arte e del vino come cultura nascono nuove etichette e si migliorano quelle già esistenti. E se l’intento di Bettino Ricasoli era equiparare i vini francesi ci è ben riuscito: il Chianti è uno dei vini più esportati al mondo; iniziando con l’Europa sin dal ‘600, oggi l’elisir dei Ricasoli è bevuto persino in Cina, Arabia Saudita, Africa e Sudamerica.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify">La Barone Ricasoli è fiera del suo primato: «Siamo tra le poche realtà del Chianti Classico capaci di produrre vini dalla personalità molto diversa tra loro». E perché il consumatore possa sapere tutto delle innumerevoli varietà di uva Ricasoli, il Barone Francesco ha studiato con cura <strong>visite e degustazioni guidate</strong>, offrendo la possibilità di scegliere tra il <em>tour classico</em> e il <em>tour sperimentazione</em>. Nell’<strong>enoteca</strong>, sorseggiando i vini Ricasoli, si ha modo di entrare nel fascino delle antiche cantine del castello, proprietà dei baroni da 1141. Naturalmente le cantine sono state ammodernate, all’insegna di un recupero estetico e funzionale; ai piedi del Castello di Brolio, sono usate principalmente per la vinificazione. L’<strong>osteria</strong> più che un luogo di ristoro è un momento di convivialità, durante il quale apprezzare piatti locali e golosità stagionali. Ma non è tutto, perché – sempre per il principio del bere come arte e del vino come cultura – la Barone Ricasoli offre anche <strong>percorsi di cultura</strong>. Il Castello di Brolio, eretto nell’XI secolo, e nell’Ottocento trasformato in un perfetto edificio neogotico dal Barone di Ferro, è sicuramente un’attrazione nelle colline di Siena e del Chianti in generale. Al suo interno, inoltre, si possono osservare il <strong>museo</strong> e la centenaria collezione della famiglia Ricasoli, che racconta una lunga storia di agronomia ma anche di armi e politica. E come se non bastasse, l’azienda si mette a disposizione persino come spazio di incontro sotto forma di <strong>meeting convegni</strong> ed eventi in genere; e, ancora, di <strong>vacanza</strong>, promuovendo <em>soggiorni di charme </em>nell’Agresto, casa colonica settecentesca nella tenuta Ricasoli, in un contesto architettonico rurale ma dotato di ogni comfort, con tanto di piscina e, ovviamente, vista panoramica.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong>L’azienda della famiglia Ricasoli sembra offrire tutto: gusto, cultura e relax…</strong></p>
<p style="text-align: center; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-1149" title="cantine brolio" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/01/IMG_0101-castello-di-brolio-61.JPG" alt="IMG_0101 castello di brolio (6)" width="512" height="384" /></p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
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		<title>NON SOLO UN LOFT</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 08:42:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un loft ma non solo! cuoio e nonsolocuoio insomma cos'è Loft di nonsolocuoio?. E' il Quartier Generale di Stefania Bocci dove crea, inventa e sperimenta modelli di borse, scarpe, cinture, briglie, selle e articoli ippici, dove udite udite si ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center; padding-left: 30px;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1124" title="stefania bocci" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/01/stefania-bocci.png" alt="stefania bocci" width="491" height="334" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Un loft ma non solo! cuoio e nonsolocuoio insomma cos&#8217;è <strong><a href="http://www.nonsolocuoio.com">Loft di nonsolocuoio</a>?.</strong> E&#8217; il Quartier Generale di <strong>Stefania Bocci</strong> dove crea, inventa e sperimenta modelli di <strong>borse</strong>, <strong>scarpe</strong>, <strong>cinture</strong>, <strong>briglie</strong>, <strong>selle</strong> e <strong>articoli ippici </strong>oltre a <strong>complementi d&#8217;arredo</strong>, dove, udite &#8230; udite, si <span id="more-1118"></span>effettuano anche <strong>riparazioni</strong> e riparazioni su finimenti nonchè <strong>restauri</strong>. <em>Mezzaluna</em>, <em>lesina</em> e <em>trincetto</em> sono i &#8220;ferri&#8221; del mestiere e i modelli richiesti dai clienti prendono forma e dimensione, tutto rigorosamente fatto a mano, tutto rigorosamente fatto con la certosina perizia di trentanni di esperienza e con la dedizione che caratterizza la riservata Stefania. Pochi sanno che è il punto di riferimento senese per i restauri delle monture della <a href="http://www.ilpalio.org/passeggiata_storica.htm"><strong>Passeggiata Storica del Palio</strong> </a>e di altre manifestazioni come il <strong><a href="http://www.paliodifucecchio.it/">Palio di Fucecchio</a></strong> e di molti <strong>Centri Ippici</strong>; <em>insomma l&#8217;antico mestiere della lavorazione del cuoio artigianale, al momento, è caldamente tutelato e custodito nelle mani di Stefania.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Loft di nonsolocuoio</strong> è anche <strong>showroom</strong> di <strong>abbigliamento uomo-donna</strong> dove si possono acquistate capi di noti brand casual e accessori</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><a href="http://www.nonsolocuoio.com">www.nonsolocuoio.com</a></p>
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		<title>Prisco Art &#8230; L&#8217;arte del Metallo</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 18:39:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'arte del forgiare, del creare e dell'eseguire anche ogni piccolo dettaglio indicato, sono il valore aggiunto di questa interessante realtà artigianale. Lavorano metalli duri plasmandoli secondo necessità per ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-750" title="prisco art" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2010/09/03-1024x768.jpg" alt="prisco art" width="524" height="393" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arte del<strong> forgiare</strong>, del creare e dell&#8217;eseguire anche ogni piccolo dettaglio indicato, sono il valore aggiunto di questa interessante realtà artigianale. <strong>Lavorano metalli duri</strong> plasmandoli secondo necessità per realizzare qualsiasi tipo di oggetto che possa <strong>personalizzare la casa</strong>; da <span id="more-1127"></span>un progetto esecutivo realizzato da un professionista oppure da una semplice indicazione di esigenza gli oggetti prendono magnificamente utilità,  forma e bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>esperienza</strong> e l&#8217;<strong>estro</strong> sono messi a disposizione sia per <strong>realizzazioni importanti e di pregio</strong> sia per <strong>piccoli lavori artigianali</strong> che vanno ad integrare una ricca offerta industriale spesso incompleta per clientela esigente o per richieste specifiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lavorano a stretto contatto con professionisti specializzati nell&#8217;abitare rendendo esecutive idee, bozze e disegni!</strong></p>
<address><strong>Prisco Art</strong></address>
<address><em>lavorazione artistica ferro e affini</em></address>
<address><strong>loc. Il Piano</strong></address>
<address><strong>53031 Casole d&#8217;Elsa -SI-</strong></address>
<address><strong>Tel 0577 949167</strong></address>
<address><strong>fax 0577 947954</strong></address>
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		<title>&#8220;Immigrati facoltosi&#8221; e toscani dispersi</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 08:00:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La percezione dell’immutabilità del tempo osservando la Toscana è una delle ragioni per cui il mercato straniero ha investito in Toscana, possedere una casa qui vuol dire, infatti, conquistare un angolo di paradiso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/01/P2180213-belviver.JPG"><img class="aligncenter size-large wp-image-1103" title="belviver" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/01/P2180213-belviver-1024x768.jpg" alt="belviver" width="531" height="398" /></a></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La percezione dell’immutabilità del tempo osservando la Toscana è una delle ragioni per cui il <strong>mercato straniero ha investito in Toscana</strong>, possedere una casa qui vuol dire, infatti, conquistare un angolo di paradiso, sentirsi parte integrante della storia, un acquisto immobiliare dunque che non solo dà prestigio ma <span id="more-974"></span>anche serenità e che contempla una scelta piuttosto ampia: città d’arte, borghi antichi, ville nobili, rustici sparsi nelle campagne, località mondane sulla costa e le incantevoli isole dell’arcipelago.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Per quanto riguarda le preferenze, se all’inizio era il <strong>Chianti</strong> la meta di stranieri facoltosi che tra vigneti ed ulivi delle colline cercavano il proprio pezzo di universo da recintare, oggi è tutta la Regione ad essere battuta palmo a palmo, ad iniziare dalla <strong>Maremma</strong> che ha visto un’impennata negli acquisti immobiliari, fino alle province di <strong>Pisa</strong>, <strong>Livorno</strong> e <strong>Siena</strong>, in precedenza meno ricercate.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Richiesto molto l’<strong>Argentario</strong> e ricercate anche le zone termali che hanno visto un vero e proprio boom, in particolar modo da inglesi e tedeschi. La scelta però cambia, lo sguardo non è più rivolto alle ville di grandi dimensioni bensì ai casali immersi nel verde, specie se frazionati. In Toscana infatti, non sono “immigrati” solo stranieri ricchi perchè analizzando il ritmo con cui la popolazione non toscana è aumentata dal 1998 al 2008, si nota come questo sia stato e continui ad essere molto più sostenuto rispetto all’andamento nazionale.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Alla fine del 1998 erano presenti nella regione 71mila immigrati regolarmente registrati, nel 2008 la popolazione nata all’estero ha superato le 319mila unità.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Prato con l’11,8% e Firenze con il 9,6% sono le province che ne contano la maggior percentuale sul totale dei residenti. I numeri indicano prevalentemente presenze di origine europea, il 58,8%, seguite da quelle asiatiche, il19,1%, da presenze africane, il 15,3% ed infine da quelle americane il 6,7%. Inoltre il “<em>Rapporto 2010 su territorio, urbanizzazioni e reti di città in Toscana</em>” fotografa dinamiche complesse e mobili.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Prendendo Firenze come campione di una situazione più vasta, si conferma a tutt’oggi il fenomeno dello spostamento dei cittadini più abbienti verso Fiesole e Bagni di Ripoli, così come sempre più frequenti sono i traslochi verso la prima cintura urbana di Campi e Sesto, alla ricerca di case da acquistare ed affitti meno cari. <strong>E se la metà dei fiorentini che abbandona il capoluogo per la quiete della campagna è benestante, l’altra metà vi è costretta per difficoltà economiche. </strong>Ma su un territorio che ha così profondamente interiorizzato i valori all’accoglienza e dell’integrazione, l’esodo, per quanto abbia un ché di allarmante nei suoi connotati, non solo non ha provocato fenomeni di ghettizzazione, ma non ha nemmeno generato squasso urbanistico (se non si tiene conto di quella parte di piana più a stretto contatto con il capoluogo regionale ad ovest di Firenze).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Il rapporto redatto dall´Irpet, lo definisce dunque un “paradosso fiorentino e di tutta la Toscana” (l’allarme sociale si percepisce in modo endemico ed acuto solo a Prato).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Nello stesso capoluogo toscano, infatti, lo spostamento in massa dalla città negli ultimi dieci anni di 108.000 persone, distribuite tra i quartieri popolari delle cittadine dell’hinterland e le ricche campagne collinari, pur presentando connotati contraddittori, non ha di fatto provocato alcun tipo di “segregazione socio-territoriale” né una temuta cementificazione selvaggia della collina fiesolana che ha visto il sorgere di nuove costruzioni in misura non superiore ad altre zone.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Questa è una terra di primati, orgoglio di un Paese in difficoltà, della quale si può a buona ragione esser certi che ancora a lungo garantirà l’ottima qualità della vita, il pluralismo delle culture, il reciproco rispetto e l’integrazione partecipe.</strong></p>
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		<title>Profilo dolcissimo è stile toscano</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 10:32:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi visita la Toscana, difficilmente può non rimanere incantato dal profilo dolcissimo delle sue colline, da quel lento e sereno descriversi della sua campagna e dallo spettacolo continuo delle sue case in pietra, delle quali è proprio complicato riuscire a non innamorarsi e che racchiudono l’inimitabile “stile toscano” Artigiani toscani, artisti nel loro operare, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1077" title="belviver" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/01/verso-montegemoli.JPG" alt="belviver" width="511" height="338" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Chi visita la Toscana, difficilmente può non rimanere incantato dal <strong>profilo dolcissimo</strong> delle sue colline, da quel lento e sereno descriversi della sua campagna e dallo spettacolo continuo delle sue case in pietra, delle quali è proprio complicato riuscire a non innamorarsi e che racchiudono l’inimitabile “<strong>stile toscano</strong>”<span id="more-977"></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Artigiani toscani</strong>, artisti nel loro operare, ma soprattutto veri e propri alchimisti della natura, hanno utilizzato e trasformato ciò che essa in questo territorio offre generosa in pregevoli <strong>lavorazioni artistiche</strong>, oggetto di vita ed utilizzo quotidiano: come non pensare, infatti, ai <strong>pavimenti in marmo</strong>, ai <strong>coppi in terracotta</strong>, a tutta la straordinaria tradizione del “<strong>cotto toscano</strong>”, alle <strong>colonne in pietra arenaria</strong> ed al <strong>ferro battuto</strong>, settore artigiano nel quale i “toscani” possono vantare storia e memoria.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La particolarità di tutto quanto è data essenzialmente dalla semplicità dei materiali, che diventano pezzi unici pur ritrovando la materia prima, ovunque.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Ciò che s’intende per stile toscano è una sorta di perfetto equilibrio tra abilità tecnica e natura: si combinano, infatti, pietra, legno e colori in un gioco dove ogni componente è inserita armoniosamente nel suo contesto riuscendo a suggerire tranquillità e calore</strong>.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ma è altro ancora: perché la storia percorre casali, rustici, case padronali e la puoi vedere, toccare, sfiorare o semplicemente pensare per ogni suo elemento.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La Toscana è senza dubbio una delle regioni italiane più belle e conosciute nel mondo dove al fianco di una natura splendida si coniugano inestimabili bellezze artistiche, in un contesto in cui è grande l’attenzione alla tutela del territorio e del patrimonio dell’arte e dove una severa e inderogabile normativa, protegge ed incentiva il restauro conservativo e vieta nuove costruzioni in ogni località di interesse paesaggistico.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Non solo vi è la salvaguardia delle proprietà che continuano così ad essere circondate da splendidi paesaggi, ma quanto richiesto per cura degli immobili produce una sorta di immutabilità del tempo che strega lo stesso toscano e catalizza gli investimenti degli stranieri … tant’è!</strong></p>
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		<title>Simone Nistri del Ristorante da Simone</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 09:46:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Simone qual è la tua cucina?

"  ... ampio spazio è dato al pesce cucinato con cotture un po' elaborate, prediligo le cotture a bassa temperatura perché le consistenze ed il gusto delle materie prime vengono esaltati, preciso che lavoro pesce fresco prevalentemente proveniente dal mediterraneo dunque ... 
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/03/ristorante-da-simone-simone-nistri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1262" title="ristorante da simone -simone nistri-" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/03/ristorante-da-simone-simone-nistri.jpg" alt="ristorante da simone -simone nistri-" width="544" height="362" /></a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Simone qual è la tua cucina</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;  &#8230; <em>ampio spazio è dato al <strong>pesce </strong>cucinato con cotture un po&#8217; elaborate, prediligo le cotture a bassa temperatura perché le consistenze ed il gusto delle materie prime vengono esaltati, preciso che lavoro pesce fresco prevalentemente proveniente dal mediterraneo dunque se il nostro ospite dovesse avere una richiesta particolare è consigliato telefonare. Il mio &#8220;cavallo di battaglia&#8221; a base di pesce è l&#8217;astice. <strong>Il menù è composto anche da piatti a base di carne</strong> ispirati alla tradizione, un piatto che consiglio è il maialino di cinta senese glassato al miele. <strong>La cucina è una cucina espressa</strong>, <strong>viene fatto tutto al momento</strong> e alcune volte i tempi di attesa possono allungarsi. I nostri clienti vengono a trovarci per trascorrere una serata scandita dai tempi necessari per il gusto e il relax .</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pani e grissini sono fatti in casa come le paste ripiene, i dessert variano a seconda della stagione ma quello che preferisco consigliare sono i miei semifreddi..</em>.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.ristorantedasimone.it">www.ristorantedasimone.it</a></p>
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		<title>Arnolfo Ristorante&#124; una storia di concretezza</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 11:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gaetano e Giovanni Trovato, due gentiluomini siciliani che hanno messo radici in Toscana e che hanno fatto del “mangiar bene” la loro ragione di vita. I fratelli Trovato, titolari di Arnolfo Ristorante di Colle di Val d’Elsa ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><img class="aligncenter size-full wp-image-986" title="gaetano trovato" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/01/14264_100984346593343_100000453342358_25211_2098866_n.jpg" alt="gaetano trovato" width="483" height="316" /><strong></strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Gaetano</strong> e <strong>Giovanni Trovato</strong>, due gentiluomini siciliani che hanno messo radici in Toscana e che hanno fatto del “mangiar bene” la loro ragione di vita. I fratelli Trovato, titolari di <strong>Arnolfo Ristorante</strong> di Colle di Val d’Elsa, nascono in una tipica famiglia numerosa del Sud dove mamma Concetta fa la casalinga e il papà l’agricoltore: “La nostra mamma è una grande cuoca“.<span id="more-983"></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Il ristorante nasce nel 1982 nel piccolo centro della Val d’Elsa: “<em>Mia madre Concetta e le mie sorelle proponevano una cucina casalinga, ma con grande attenzione alle materie prime: una cucina del territorio, quindi, ma non impostata come alta cucina qual è adesso. Io e Giovanni l’abbiamo rilevato alla metà degli anni Ottanta, cambiandone radicalmente la filosofia. Momenti difficili a ripensarci. A volte i miei genitori mi rimproveravano, poi hanno iniziato pian piano a sostenermi, anche perchè a 26 anni, nell’87, ho ricevuto la prima stella Michelin. E nel 2000 la seconda, confermando la giustezza della vocazione verso una cucina territoriale, ma fatta di incessante ricerca</em>”</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Nella sua carriera Gaetano è partito dal cibo che una volta era quello più povero: il pane. Durante le scuole superiori ha lavorato in un vecchio forno a legna che faceva il pane con il lievito madre e dopo questo incipit da fornaio, ha l’opportunità di farsi una “signora formazione”; fa tappa in Costa Azzurra da uno chef pluristellato Michelin e a Parigi da un noto pasticcere per carpirne i segreti, dopo aver fatto stages in altri paesi europei, e prima di mettersi in proprio nel ristorante di famiglia, ha la fortuna di vivere una bellissima esperienza con Angelo Paracucchi.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Oggi Gaetano in cucina dirige lo staff  formato dagli chef di partita e dai commis, come un direttore d’orchestra, e non gli sfugge nessun dettaglio, nè dentro nè fuori. Perchè nella creazione di un piatto conta la sostanza, certo, ma anche il discorso dell’innovazione, della cromaticità, della presentazione e delle nuove tecnologie di cottura. La sua cucina è meditata, sia nella costruzione dei piatti, squisite achitetture, sia nello stile, essenziale e pregiato: un frutto raro e naturale insieme. “non solo progetto le mie portate sulla carta, prima di realizzarle, provarle e metterle a punto, ma ho anche disegnato qualche piatto per le mie portate. -Da sempre sono un esteta per natura e un perfezionista- seleziono personalmete piatti, posate, bicchieri e anche tovaglie, monitorando le migliori aziende italiane“.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Oggi Giovanni è il sommelier e direttore di sala, attento ad ogni piccolo dettaglio, non gli sfugge nulla, guai se un granello di polvere si deposita sopra a un balano o sulla caraffa per decantare uno dei suoi preziosi vini, più di 13 mila bottiglie, selezionate personalmente da Giovanni tra le migliori etichette del mondo, a partire naturalmente dalla Toscana, con un particolare occhio di riguardo alla sua amata Sicilia… . Tre cantine, una dedicata ai grandi Cru Francesi e ai distillati, quella antica per i grandi rossi italiani e poi una per Champagne d’annata e vini da dessert tra cui prelibati passiti siciliani.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">I Gourmet arrivano per deliziare il loro palato e per sentirsi un po’ come a casa loro. Il Ristorante, infatti, è proprio come una bella casa d’epoca di una volta, rinnovata dalla semplicità dei decori e degli elementi d’arredo, resa più raffinata da un sapiente mix armonico, che mescola lampadari di Baccarat fatti a mano e pochi selezionati mobili antichi con quadri d’arte moderna e il minimalismo delle tavole, apparecchiate con tovaglie di lino operato, piatti rigorosamente bianchi, in porcellana di Limonges, a cui ai lati spiccano impeccabilmente posate d’argento, scintillanti e i bicchieri della Vilca piccola azienda artigiana della Città.</p>
<p><a href="http://www.arnolfo.com">www.arnolfo.com</a></p>
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