Blog: minaccia fantasma o libera informazione?
Scritto da Team BelViver il 18 giugno 2011 | Nessun commento
Un blog al giorno toglie il medico di torno, peccato che sia più realistico parlare di un blog al secondo dato l’incredibile incremento dei “diari virtuali”. La presenza online di siti che raccolgono riflessioni, spunti e pensieri di chiunque – dal professionista al cosiddetto figlio del postino, passando per il ragazzo della porta accanto – ormai è sproposita: la domanda se la saranno posta in molti, e oggi ce lo chiediamo anche noi. Cosa si nasconde dietro queste cifre mostruose? Una totale libertà di informazione, uno scambio continuo di dati che assicura maggiore conoscenza, e coscienza, a beneficio di tutti? O, al contrario, l’eccesso di blog, come un effetto boomerang, è causa di una condizione di invisibilità? Anche lo spazio virtuale finirà col divenire sovraffollato? Basti pensare al numero di blog dedicati al tema… blog (come crearli, come guadagnarci o generare traffico etc): impressionante. L’incremento esponenziale dei diari online rischia di inficiare la capacità dell’utente di scegliere, ovvero di informarsi, sopraffatto dalle troppe opzioni?
Internet è il luogo democratico per eccellenza: tutto cambia con tale rapidità, opinioni, commenti e passaparola viaggiano alla velocità della luce: impossibile adagiarsi sugli allori, detenere qualsiasi primato o semplice fiducia se immeritati (e il “meritato”, va guadagnato giorno per giorno, l’oggi è sempre diverso dal domani online). Per cui niente timore: un blog valido non verrà mai messo in ombra da cento blog realizzati con approssimazione. Gli utenti sanno quello che vogliono e non si accontentano! Ascolto e visibilità fanno rima con passione e capacità. Il problema, piuttosto, si presenta all’utente/lettore, ovvero la perdita del tempo dedicato a pagine web che poi risultano inutili, se non persino una presa in giro.
Chi sono i bloggers? Questa moltitudine di colonizzatori del cyberspazio… Persone comuni – il famoso ragazzo/a della porta accanto – che sfruttano la più potente arma di Internet, ovvero comunicazione e condivisione (binomio esplosivo) per mettere nero su bianco – come si diceva ai tempi di carta e calamaio – le proprie opinioni, esperienze, emozioni. A questa tipologia, si affiancano i blog professionali il cui obiettivo consiste nel generare traffico per fare denaro; una soluzione marketing per aziende che intendono incentivare i propri affari. In questo caso, si incappa nel rischio di blog che più che diari virtuali sono spam. Condivisione di opinioni e scambio d’idee lasciano il posto a una logica di mera promozione al fine di un guadagno. Naturalmente, non tutti i blog che nascono dalla costola di una qualche azienda o progetto professionale seguono queste logiche, molti di essi diventano punto di riferimento per utenti/clienti che vi trovano suggerimenti, consigli, discussioni e commenti utili. Ma il difficile è riconoscerli!
Qual è l’errore più grave dei bloggers? La mancanza di originalità. Molti bloggers si limitano a parafrasare (senza nemmeno impegnarsi a variare più di tanto il testo) o, peggio ancora, a copia-incollare informazioni reperite qua e là nella rete, senza apportare nulla di proprio. Talvolta valicando i confini del plagio. Così torniamo al problema iniziale, quello della minaccia fantasma. Infatti questi blog fittizi vanno inevitabilmente a creare ulteriori code e rallentamenti nell’autostrada chiamata blogsfera, trafficata già a sufficienza.
Che ci sia bisogno di un più rigido codice stradale?
Fonte immagine: Flickr
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