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	<title>BelViver &#187; firenze</title>
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	<description>RI-CONOSCERE LA TOSCANA</description>
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		<title>Firenze: culla del Rinascimento&#8230; calamita per la moda.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 05:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team BelViver</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate, quando décolleté, spalle, braccia, gambe e piedi cominciano gradualmente a scoprirsi, la ricerca dell&#8217;accessorio giusto rischia di diventare più impegnativa della caccia all&#8217;oro: una collana particolare, un abitino dalle tinte pastello, un sandalo divertente, un cappello originale, occhiali da sole in armonia con il profilo del viso&#8230; A chi non avesse idee, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/06/sarah_jessica_parker.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1554" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/06/sarah_jessica_parker-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate, quando décolleté, spalle, braccia, gambe e piedi cominciano gradualmente a scoprirsi, la ricerca dell&#8217;accessorio giusto rischia di diventare più impegnativa della caccia all&#8217;oro: una collana particolare, un abitino dalle tinte pastello, un sandalo divertente, un cappello originale, occhiali da sole in armonia con il profilo del viso&#8230; A chi non avesse idee, temesse di risultare scontato o, semplicemente, fosse curioso, suggeriamo di tenere d&#8217;occhio la quattro giorni di <a href="http://http://www.luisaviaroma.com/"><strong>Firenze 4 Ever&#8230;it&#8217;s Magic</strong></a>. Sicuramente ne uscirà qualche spunto interessante per dare forma al proprio look estivo: parola di Sarah Jessica Parker.</p>
<p style="text-align: justify;">Le, e gli – ammettiamolo -, appassionati di <strong>Sex and the City</strong> la conoscono come <strong>Carrie Bradshaw</strong>, ma il suo vero nome è <strong>Sarah Jessica Parker</strong>: l&#8217;attrice statunitense sarà l&#8217;ospite d&#8217;eccezione della terza edizione di <strong>Firenze 4 Ever&#8230;it&#8217;s Magic</strong>, festival dedicato ai fashion blogger che quest&#8217;anno si svolgerà dal 9 al 12 giugno. Membro ufficiale dei “glitterati” di New York (individui – più o meno – ricchi e facoltosi che amano frequentare, ostentandolo, eventi mondani e modaioli), inguaribile “fashionholic” (patologicamente dipendente da moda e shopping). Conosciuta e apprezzata per il suo particolare gusto nel vestire e lo stile unico (emblematico il tutù rosa nella sigla d&#8217;apertura di <strong>Sex and the City</strong>). Affetta da un&#8217;ossessione compulsiva per ogni scarpa firmata Manolo Blahniks, poco importa che spesso non se le possa permettere: un nuovo modello val bene una bolletta non pagata. Inguaribilmente e romanticamente innamorata della sua Manhattan. Viene spontaneo domandarsi cosa faccia Carrie in Italia, a Firenze. Presto detto, ammira e riconosce il valore della moda in Toscana, frequentando un laboratorio, lo Style lab, durante il quale i <strong>fashion blogger</strong> avranno la possibilità di creare look originali e personalizzati con abiti e accessori delle nuove collezioni. Perché Firenze è arte e storia, certo, ma ha da dire la sua anche in fatto di moda, stile, buon gusto e creatività nel vestire – letteralmente – da capo a piedi. Quindi, sì, Firenze culla del Rinascimento, ma anche calamita di giovani e brillanti <strong>fashion blogger internazionali</strong> (attualmente l&#8217;unico volto italiano è quello di Chiara Ferragni).</p>
<p style="text-align: justify;">Presso la <strong>Boutique Luisa Via Roma</strong>, per due giorni, la Parker condividerà spazi e idee con i partecipanti impegnati a creare look e immortalarli in servizi fotografici glamour. Una sorta di fata madrina che, con il proprio interesse per l&#8217;evento, regalerà un&#8217;aura di autorità alla voce fiorentina nell&#8217;universo – sempre più industriale &#8211; della moda che viaggia per la rete attraverso blog raffinati, eleganti, stravaganti, di grido, colorati, fantasiosi, estrosi, sobri, di tendenza&#8230; insomma, tutto ciò che è fashion. Sembra infatti che sia stata l&#8217;attrice in persona ad interessarsi al festival contattando, tramite la propria agente, gli organizzatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Che altro dire? Se temete di smarrirvi nei numerosi itinerari percorribili tentando di scoprire il significato delle parole stile e fashion nel vocabolario toscano, seguite la rotta tracciata da <a href="http://www.sarahjparker.com">Sarah Jessica Parker</a>, icona della moda a Hollywood e in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte immagine: <a title="Sarah Jessica Parker" href="http://http://www.fashionapartment.blogspot.com/">sito</a></em></p>
<p style="text-align: justify;">Silvia Blakely</p>
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		<title>eleganza e raffinatezza…. F.lli Marzi!</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 09:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se non credete che il successo di un’azienda che fattura circa tre milioni di euro l’anno sta nella tradizione, chiedetelo alla Marzi, azienda fiorentina produttrice di cappelli dal 1926]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><a href="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/02/3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1201" title="Fratelli Marzi" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/02/3.jpg" alt="Fratelli Marzi" width="499" height="362" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se non credete che il successo di un’azienda che <strong>fattura circa tre milioni di euro l’anno sta nella tradizione, chiedetelo alla Marzi</strong>, azienda fiorentina produttrice di cappelli dal 1926.</p>
<p style="text-align: justify;">La loro è una tradizione che sa di <strong>artigianato</strong>, di antica sapienza tramandata di padre in figlio, di attenzione ai più piccoli particolari.<span id="more-1202"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il vincente connubio tra innovazione, tecnologia e amore per le origini ha visto anche la di una <strong>linea giovane</strong> accanto a quella classica dei <strong>cappelli da cerimonia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le collezioni sono frutto del lavoro creativo di un team familiare che vede ai vertici amministrativi i <strong>Fratelli Marzi</strong>. Per quanto concerne la parte creativa la stilista Rosanna Marzi è supportata da un giovane team stilistico e da 23 operai che conferiscono all’azienda il carattere di piccola, ma grande impresa.</p>
<p style="text-align: justify;">La moda cappelli è un’equazione notevolmente complessa, spesso troppo trendy, a volte troppo sobria. É difficile trovare il giusto equilibrio, ma a dispetto di ciò Marzi ha sapientemente ampliato di anno in anno la sua gamma di prodotti per proporre un nuovo concetto, un filtrato di continuità che porta il consumatore finale all’identificazione immediata del marchio.</p>
<p style="text-align: justify;">Principi fondamentali sono la <strong>qualità</strong> e il <strong>gusto</strong>. Dettagli discreti, raffinati, squisitamente italiani nel senso della loro esecuzione che richiede una particolare capacità nella lavorazione. Vanto dell’azienda è, per esempio, l’uso della quasi introvabile <strong>maglina di Firenze</strong> con la quale si realizzano <strong>cappelli a piccole e larghe tese</strong>, <strong>minuscole toque</strong> e <strong>copricapi</strong> <strong>da cerimonia con fili d’erba essiccati</strong>,<strong> applicazioni di impalpabile tulle, di fiori di seta e di decorazioni di carta pressata rigorosamente dipinte a mano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Testimonianza del suo successo, la presenza continua sui maggiori media nazionali ed esteri, allo stesso modo dei <strong>corner</strong> nei più importanti stores in <strong>America</strong>, <strong>Europa</strong> ed <strong>Asia</strong> come <strong>Harrod’s a Londra, Neiman Marcus a New York o Franck e Fils a Parigi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mercato italiano è notoriamente un mercato difficile, che deve essere affrontato con la consapevolezza delle aspettative. Per questo il fatturato Marzi risponde del 20% in Italia e del restante 80% all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;">Marzi conta ben 350 punti vendita in tutto il mondo e con i suoi 24.000 cappelli divisi in tre maggiori linee, fa la gioia di <strong>Carolina di Monaco</strong> e <strong>Hilary Clinton</strong> come di ogni altra donna che con questo accessorio rende giustizia alla propria femminilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marzi.com/">www.marzi.com</a></p>
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		<title>Giovanni Santarpia: il Gabriele Bonci de noantri?</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 08:40:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non si sa!, ma la pizza a doppia lievitazione di Giovanni Santarpia è proprio bella bella, buona buona, alveolata e di cornicione gonfio e regolare di quelle che vedi raramente da queste parti: "very napuletan". Lui ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1090" title="giovanni santarpia" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/01/giovanni-santarpia.jpg" alt="giovanni santarpia" width="400" height="267" />Non si sa!, ma la pizza a <strong>doppia lievitazione</strong> di <strong>Giovanni Santarpia</strong> è proprio bella bella, buona buona, alveolata e di cornicione gonfio e regolare di quelle che vedi raramente da queste parti: &#8220;<em>very napuletan&#8221;</em>. Lui, Giovanni, è a <strong><a href="http://www.palazzopretorio.it">Palazzo Pretorio</a></strong> nel delizioso borgo di <a href="http://www.sandonatoinpoggio.it/html/home.php"><strong>San Donato in Poggio</strong></a> a Tavarnelle Val di Pesa in provincia di Firenze (che da solo vale un viaggio), occhi attenti, sorriso, sguardo e piglio vocato al lavoro, persona semplice e cortese alle prese col forno a legna&#8230; e se per caso in quella sera &#8220;gira bene&#8221; potresti uscire con <span id="more-1089"></span>un <strong>pane </strong>fragrante a <strong>tripla lievitazione</strong> che dura giorni. Un locale moderno: tovagliette all&#8217;americana arancioni, sedie nere, tavoli vengé, soffitti a volte e d&#8217;estate fruibile una terrazza panoramica sul Chianti. Fusion kitchen &#8211; <strong>Pizza Napoletana</strong> impressi ad inchiostro nero sulla ricevuta, ma sulla fusion kitchen non possiamo esprimerci non avendola provata. Seconda visita dedicata a pizze, panuozzi e birra artigianale. Cos&#8217;è il &#8220;<strong>panuozzo</strong>&#8220;? Un simil calzone schiacciato di conformazione rettangolare provato in ambedue le occasione con crudo e provola affumicata, buono ma a nostro parere non concorre con la pizza.</p>
<p>Conto complessivo € 83,50: tre pizze e un panuozzo, 2 birre artigianali, 4 dolci, 2 acqua, 3 caffè; € 8,00 per 4 coperti.</p>
<p><a href="http://www.palazzopretorio.it">www.palazzopretorio.it</a></p>
<p>fonte immagine: <a href="http://campaniachevai.blogspot.com/2010/03/29-marzo-2010-fuori-regione-la-pizza.html">sito</a></p>
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		<title>Firenze si fa riconoscere</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 09:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un biglietto unico per entrare nei musei fiorentini; gli introiti dei biglietti destinati, nel 20% massimo, al miglioramento della fruizione del patrimonio artistico della citta', ma nel triennio 2011/2013 riservati interamente al completamento dei Grandi Uffizi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center; padding-left: 30px;"><img class="aligncenter size-large wp-image-1064" title="firenze" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/01/IMG_0351-1024x682.jpg" alt="firenze" width="498" height="331" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Un biglietto unico per entrare nei musei fiorentini; gli introiti dei biglietti destinati, nel 20% massimo, al miglioramento della fruizione del patrimonio artistico della citta&#8217;, ma nel triennio 2011/2013 riservati interamente al completamento dei Grandi Uffizi; nascita del Polo teatrale &#8216;Pergola-Niccolini&#8217; con estensione al teatro Giglio di Lucca. Questi i punti principali della Convenzione firmata oggi tra il ministero dei beni culturali<span id="more-1063"></span> e il Comune di Firenze per la valorizzazione dell&#8217;offerta culturale del capoluogo toscano. Intesa &#8211; presentata oggi a Palazzo Chigi &#8211; definita dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta un atto innovativo, prima forma di applicazione del federalismo demaniale secondo le linee di politica generale del governo. E motivo di grande soddisfazione per il sindaco di Firenze Matteo Renzi che ha ringraziato il governo e in particolare il ministro Bondi per l&#8217;intesa. Vorra&#8217; dire &#8211; ha scherzato in conferenza stampa riferendosi alla sua passata e contestata visita ad Arcore &#8211; che se questi sono i risultati ogni mese incontrero il premier. Anzi vorrei gia&#8217; fissare la data dell&#8217;appuntamento di gennaio. La firma di questo protocollo &#8211; ha spiegato Letta &#8211; e&#8217; un esempio di come, quando si collabora ad un risultato comune e con una finalita&#8217; alta in termini istituzionali, come sempre dovrebbe essere indipendentemente dai colori e dalle appartenenze, i risultati si raggiungono. La Convenzione regola anche molti altri punti: ad esempio le questioni relative al David di Michelangelo, oppure il decoro delle aree di accesso ai grandi musei o le celebrazioni per l&#8217;anniversario della morte di Amerigo Vespucci; il Maggio musicale Fiorentino ed anche la discussa Loggia progettata dall&#8217;architetto giapponese Arata Isozaki.</p>
<p>fonte: <a href="http://www.toscanatv.com">toscana tv</a></p>
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		<title>La Toscana e la Moda</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 10:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Toscana è una terra di primati anche nel design di moda, infatti, il capoluogo fiorentino può vantare in questo campo, una grande e luminosa tradizione tale da renderla in questo settore uno tra i più attivi, se non il più attivo, dei luoghi dove si fa “l’Alta Moda” che qui ha un mercato fiorente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center; padding-left: 30px;"><img class="aligncenter size-large wp-image-1056" title="moda toscana" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/01/IMG_0493-1024x682.jpg" alt="moda toscana" width="491" height="328" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La <strong>Toscana</strong> è una terra di primati anche nel design di moda, infatti, il capoluogo fiorentino può vantare in questo campo, una grande e luminosa tradizione tale da renderla in questo settore uno tra i più attivi, se non il più attivo, dei luoghi dove si fa “l’<strong>Alta Moda</strong>” che qui ha un mercato fiorente. Considerando quello che è accaduto un po’ di tempo fa, non possiamo non ricordare che il primo “défilé” collettivo, che, di fatto, sancisce la nascita della moda italiana, è avvenuto proprio a Firenze. <strong>Il marchese Giovanni Battista Giorgini, il 12 febbraio del ‘51 organizzò nella sua casa fiorentina di via dei Serragli, il “First Italian High Fashion Show”.</strong> <span id="more-1055"></span>L’evento fu il risultato di una grande intuizione e di una strepitosa operazione commerciale: il nobile, infatti, era riuscito ad avere tra i suoi numerosi ospiti, il giorno successivo alle sfilate di Parigi, i presidenti dei <strong>Magazzini Americani di Firenze</strong>. Aveva organizzato il lavoro con dieci stilisti che presentarono diciotto modelli a testa e tra i partecipanti ci furono le <strong>sorelle Fontana</strong>, <strong>Emilio Schubert</strong>, la casa di moda <strong>Fabiani</strong>, <strong>Noverasco</strong>, <strong>Veneziani</strong> e <strong>Germana Marucelli</strong>, anticipatrice del new look di <strong>Christian Dior</strong>.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Per tutti e per quel coraggioso pioniere il momento fu estremamente emozionante ed in seguito ricordò: “<em>ero in un angolo della sala col cuore in gola per questi compratori, esperti di moda che venivano da Parigi, dove avevano appena visto tutte le collezioni e non potevo capire, dalle loro espressioni, se questa collezione piaceva o non piaceva</em>.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Terminata la sfilata mi avvicinai per sapere la loro reazione: entusiasti.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Questo gruppo di cinque compratori tornò in America talmente carico di entusiasmo che quando organizzai la seconda sfilata, si presentarono in 300!”.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Il successo fu immediato e senza pari e continuò anche per le sfilate successive, il comune di Firenze ebbe, allora, la brillante idea di utilizzare per queste kermesse in un primo momento <strong>Palazzo Strozzi</strong> per poi spostarla definitivamente a <strong>Palazzo Pitti</strong> poi, dove nacque la famosa sala bianca. Le sfilate erano ben organizzate, in grado sempre di trasmettere emozioni, si giocava sempre con la stessa passerella lasciando che fossero le creazioni degli stilisti a cambiare.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Con buona certezza si può dire che, prima delle sfilate di Giorgini, il fenomeno commerciale della moda non esisteva, perché le case di alta moda vendevano solo ai privati; il “dopo” deflagrò come fenomeno di importanza internazionale, tanto fa far dire a Micol Fontana, che ormai la moda poteva vendere anche le noccioline, proprio perché tutto faceva moda e la moda lanciava tutto.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">E così questa città illuminata, culla di intellettuali e di ingegni fini, diede i natali anche a grandi stilisti quali <strong>Gucci</strong>, <strong>Coveri</strong>, <strong>Cavalli</strong>, <strong>Ferragamo</strong>, <strong>Patrizia Pepe</strong>, <strong>Emilio Pucci</strong> e tanti altri che attraverso le loro fashion house, producono a tutt&#8217;oggi capi di moda la cui originalità e la cui altissima qualità sono riconosciute ed apprezzate in tutto il mondo (per non parlare del fatto che sono oggetto di continui e reiterati tentativi di copia e contraffazione, ma questa è una storia diversa).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ora diciamola tutta e per bene: chi è che non sogna di venire in Toscana e non solo per rischiare “La sindrome di Stendhal” e quindi per smarrirsi tra le bellezze storico-artistiche, ma anche per farsi coccolare dalle frivole e amatissime novità della moda made in Italy? Come, infatti, non rimanere ipnotizzati davanti alle vetrine delle città d’arte e non solo di Firenze, ma anche di Lucca o Arezzo, di fronte a scarpe elegantissime da diva o a borse “stilose” o ancora non lanciare sguardi languidi e incantati su abiti dalla realizzazione perfetta, raffinatissimi, in cui il genio creativo è esaltato dal pregio delle stoffe e dalle finiture impeccabili?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Chiara Pannullo</p>
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		<title>Patrizia Pepe ospita Ronaldo Fiesoli</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 12:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli ampi spazi della sede Patrizia Pepe sono per vocazione ambienti creativi, di anticipazione di ciò che avverrà nella moda e luogo dove incontrare artisti emergenti.

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1003" title="patrizia pepe" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2010/10/patrizia-pepe.jpg" alt="patrizia pepe" width="518" height="391" />Gli ampi spazi della sede Patrizia Pepe sono per vocazione ambienti creativi, di anticipazione di ciò che avverrà nella moda e luogo dove incontrare artisti emergenti. La casa di moda fiorentina negli ultimi anni ha rafforzato il legame con la cultura contemporanea anche attraverso esposizioni all’interno dei propri spazi. E’ in questa direzione che verrà proposta la nuova installazione di Ronaldo Fiesoli “ASYLIA”.<span id="more-972"></span></p>
<p style="text-align: justify;">ASYLIA</p>
<p style="text-align: justify;">L’installazione di Fiesoli si compone di due piccoli edifici in lamiera colorata, uno con copertura a botte e uno col tetto a spioventi; poverissimi in apparenza, in realtà pieni di sorprese e di significati sovrapposti. Da un lato ricordano i ripostigli, le capanne per gli attrezzi dei contadini, i provvisori ricoveri per gli operai nei cantieri edili; dall’altro rievocano le architetture essenziali della pittura toscana tre-quattrocentesca, le casette dei monaci della Tebaide nelle tavole di Starnina o dell’Angelico. Fiesoli è alla disperata ricerca del bello nel brutto, delle proprie radici di grazia e d’ordine all’interno di una provincia devastata da una mondializzazione omologante.</p>
<p style="text-align: justify;">I colori sono quelli teneramente acidi del Sassetta, L. Monaco o B. Angelico, un verdolino e un rosa violaceo che dialogano, nella sede espositiva, con uno scalone di un rosso vivo, lacca di garanza, anch’esso a suo tempo disegnato dall’artista. Ad aprirle, le baracchette rivelano un cuore di misere plastiche di recupero; una spazzatura illuminata dai neon che ha i cangiantismi del Pontormo. Fiesoli soffre con la materia (memore della lezione di Burri), e cerca il sacro in ciò che è rifiutato e residuale. Trasporta il degrado nel museo, sfidandone l’arroganza. L’antica bellezza chiede asilo e lo trova nei relitti, nelle amnesie del contemporaneo</p>
<p>Walter Siti</p>
<p>INAUGURAZIONE 3 Novembre 2010 h17:30 19:30</p>
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		<title>Villa Caruso Bellosguardo: Invito a cena con delitto</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 18:03:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.villacaruso.it"><img class="aligncenter size-full wp-image-855" title="Villa_Caruso_14" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2010/10/Villa_Caruso_14.jpg" alt="Villa_Caruso_14" width="350" height="523" /></a><strong>Villa Caruso art&amp;food.</strong> Una notte buia e tempestosa, meglio se avvolta da una fitta coltre di nebbia. Una sala da pranzo tetra e illuminata da deboli candele. Una cena… Un omicidio. Un gruppo di investigatori più o meno improvvisati. Gli ingredienti ci sono tutti: no, non per scrivere il copione di un film sulle indagini di Hercule Poirot o Jane Marple. No, l’arguta penna di Agatha Christie questa volta non c’entra, o almeno non direttamente. <strong>Si tratta invece di una delle serate alternative che da qualche anno sono sempre più richieste in tutta Italia. Una delle prime regioni ad organizzare queste cene, con delitto da risolvere come condimento eccezionale, è stata la Toscana</strong>. Tra una portata e l’altra, un indizio dopo l’altro è servito ai commensali, messo in scena davanti ai loro occhi. Ricostruire la scena del crimine, capire movente e modalità, scoprire l’arma, individuare il feroce assassino; ma anche gustare buon cibo, accompagnato da vini della regione. Ecco cos’è la Cena con delitto, un modo per chiunque, toscano o meno, di <span id="more-851"></span>gustarsi la cucina della regione divertendosi a mettere alla prova il proprio intuito e le capacità investigative, in un vero e proprio gioco di ruolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di cene col diversivo dell’omicidio ne esistono a bizzeffe ormai, ma alcune si distinguono dalle altre per l’accurata scelta della location, suggestiva e perfetta per richiamare lo stereotipo della notte buia e tempestosa anche se fuori il cielo è limpido e trapuntato di stelle come non mai. In questo senso la Toscana ha solo l’imbarazzo della scelta: un esempio tra molti, la <a href="http://www.villacaruso.it"><strong>Villa Caruso di Bellosguardo</strong></a>. Il nome è esplicativo: <strong>bellosguardo</strong>, infatti, <strong>riferisce alla vista mozzafiato che si gode dalla dimora cinquecentesca che svetta su una delle aree collinari più affascinanti della provincia fiorentina, Lastra a Signa</strong>. Il fiore all’occhiello della Villa sono il parco e il giardino: un susseguirsi di impressioni date dalla vista del curatissimo “giardino all’italiana” fatto di essenze arboree, siepi ed agrumi, il tutto incorniciato da sculture – soprattutto di animali – e colonnati. Insomma, un vero e proprio percorso sensoriale botanico-artistico. La Villa si propone come spazio ineguagliabile per dare ospitalità a “l’arte, la musica, i concerti. […] vivacizzata da mostre, convegni, attività culturali”. Ecco allora, in questo contesto che ancor oggi profuma di manierismo, un susseguirsi di cene con delitto suggestive più che mai. Da inizio anno ad oggi se ne contano undici, senza mai esser ripetitive. A volte, poi, per la scelta dei copioni, vengono sfrutatte volentieri le atmosfere date dalla fortunata location. C’è per esempio il delitto ambientato nel ‘500, legato agli intrecci di amore e potere della famiglia de’ Medici (titolo evocativo delle serate – 22 gennaio e 26 marzo – è stato Veleni medicei). Ma qualunque sia la storia, il mistero da svelare e il caso da risolvere, la cornice è una ricca cena che comincia con aperitivo e abbondante antipasto a buffet; primi di ogni sorta dalle crespelle al tartufo o alla zucca ai paccheri con carciofi e lardo di colonnata; tra i secondi si fanno notare lo stinco di maiale al forno, il coniglio ripieno e il carrè di maiale; e per chiudere, tra le proposte dei vari menù, ci sono torta di pere e cioccolato, torta al cioccolato con cuore morbido, torta di mele con crema al Vin santo.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimane solo da dire Buon appetito e vinca il migliore (sperando che non sia l’omicida)!</p>
<address style="text-align: justify;">Per informazioni sulla Villa e sulla taverna Caruso: <strong><a href="www.villacaruso.it">villa caruso bellosguardo</a></strong></address>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni su omicidi e indagini: <strong><a href="www.compagniadelgiallo.it">compagnia del giallo</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">fonte immagine: <a href="http://www.villacaruso.it">villa caruso</a></p>
<address style="text-align: justify;"></address>
<address style="text-align: justify;"> </address>
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		<title>La TortaPistocchi diventa un &#8220;caso&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 12:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Forse il successo stà nella semplicità di una cosa? La TortaPistocchi è senza dubbio un prodotto semplice, ma di sicuro effetto. Prodotta in maniera artigianale, una per una, come 18 anni or sono, la sua bontà è data dall’immediatezza del suo sapore. Un grande 
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-996" title="TortaPistocchi" src="http://www.belviver.com/wp-content/uploads/2011/01/classica.jpg" alt="TortaPistocchi" width="480" height="320" />Sembra ieri…</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Forse il successo stà nella semplicità di una cosa? La <strong>TortaPistocchi</strong> è senza dubbio un prodotto semplice, ma di sicuro effetto. Prodotta in maniera artigianale, una per una, come 18 anni or sono, la sua bontà è data dall’immediatezza del suo sapore. Un grande cioccolatino morbido e cremoso. Fatta miscelando e temperando tre soli ingredienti, cioccolato fondente extra, cacao amaro in polvere, pochissima crema di latte. Non si usano ne conservanti ne grassi vegetali, ne uova, ne burro, ne farina. Semplicemente, non servono!</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Confezionata sottovuoto si mantiene in frigorifero per oltre 4 mesi, conservando intatte tutte le sue qualità organolettiche e sensoriali. Da gustare a temperatura ambiente dopo averla spolverata con un sottile velo del suo cacao amaro che la accompagna nella confezione. Si trova in Enoteche, Gastronomie, Cioccolaterie, Gelaterie, negozi di Specialità Alimentari e Ristoranti in tutta Italia.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>La TortaPistocchi diventa un “caso”</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Entrati in punta di piedi nel mondo dei Maestri Cioccolatieri, e senza ritenersi tali, i Pistocchi non sgambettano, ne scalpitano, ma si ritagliano il loro mercato con il loro unico prodotto. Nasce la versione alle Amarene, uno speciale connubio fatto di dolcezza, amaro e acidità. Una torta che non finiresti mai di mangiare. Il Salone del Gusto del 2005 sarà il vero trampolino di lancio, e maggiori successi andranno via via succedendosi, dal Winefestival di Merano al Vinitaly, e cosi via.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">L’amicizia con un grande Maestro Pasticciere rende possibile la creazione della torta agli Agrumi di Sicilia, preparata con gli specialissimi canditi fatti dalla Famiglia Assenza a Noto. Una torta che racchiude i profumi dell’Isola. Nel 2006 la Famiglia Pistocchi decide di cedere l’attività di gastronomia per concentrarsi solo sulla torta, tante sono le richieste a cui far fronte. Il nuovo laboratorio nasce in Via Ponte di Mezzo, dedicato esclusivamente alla produzione della torta. Un passo ambizioso diranno in molti…</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Il Salone del 2007 vede la presentazione della versione al caffè. Una fine polvere di Caffè Sidamo, un arabica etiope di antichissima origine, viene miscelata all’impasto di base creando una torta che ha una lunghezza aromatica sorprendente. Si registra il primo, serio, tentativo di contraffazione. Prontamente respinto da una Giustizia che sorprendentemente (per i più) funziona invece a dovere. Nel frattempo nasce la torta monoporzione, dedicata al settore ristorazione. Un successo che va al di la di ogni valutazione iniziale. A fine ottobre del 2007 vede la luce, dopo due anni di prove, la nuova versione alle pere. Le pere sono preparate da Michele Mezzasoma della Fratelli Bonci, oggi Maestro Pasticciere, 18 anni or sono Sous Chef di Claudio e che con lui realizzò la versione base della torta.</p>
<p><a href="http://www.tortapistocchi.it">www.tortapistocchi.it</a></p>
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