Profumo, non solo di mare e di vino …
Scritto da admin il | 6 agosto 2010 | Nessun commento
I luoghi della Toscana sono spesso associati a uno dei cinque sensi: l’olfatto. Perché la Toscana è aroma di mare, di vino e dei cibi della tradizione, come olio, miele, frutta, formaggi e conserve.
Ma fragranze e profumi sono molto di più di questo, e scenario magico che li porta annualmente sotto i riflettori sono la mostra-mercato I profumi di Boboli e il salone-evento Pitti Immagine/Fragranze.
Il primo appuntamento si tiene a maggio (l’edizione 2010 data 6-9 maggio), in provincia di Firenze presso l’eponimo Giardino di Boboli: poco più di tre giorni di kermesse durante i quali i maestri del profumo espongono i loro elisir in un mix di cultura e turismo. Un luogo sinergico di incontro tra domanda e offerta, dove “l’offerta” è selezionata con particolare attenzione e raffinatezza”.
Profumi, fiori e fragranze sono i protagonisti per quattro giorni in un’atmosfera a metà tra tempi antichi e ambientazioni magiche, all’interno di uno spazio fisico dove si respirano arte e storia. Ma cosa possono vedere gli avventori nel concreto, o meglio odorare? Dalle vere e proprie essenze profumate a saponi, candele, olii essenziali, prodotti per la cosmesi, e ancora estratti da erbe aromatiche, balsami, fiori e piante. Piacere e dovere… estetica e salute. E tutto ciò che, più o meno creativamente, si ispira ed ispira i sensi olfattivi, ciò che stuzzica il naso.
Sempre a Firenze, culla del Rinascimento ma a questo punto anche dai buoni odori, trova ospitalità – a settembre – il Pitti Immagine/Fragranze, forse un po’ per addolcire la fine dell’estate. L’edizione 2010, l’ottava, si svolgerà dal 10 al 12 : tre giorni durante i quali i profumi si faranno arte, l’olfatto cultura e dove, insieme alle fragranze, si respireranno internazionalità e scambi reciproci. Espositori di ogni dove, produzioni artigianali e marchi di settore, ce n’è per tutti i gusti: da originali accessori profumati ai prodotti classici per la cosmesi, serviti come pietanze sofisticate, accompagnati da un contorno di anteprime e conferenze. E il messaggio è chiaro: quello delle essenze non è solo una professione, né solo un passatempo. Stiamo parlando di uno stile di vita. Una vita avvolta delicatamente da fragranze di ogni genere e provenienza. Una vita quasi incantata, fatata. Sicuramente affascinante. Una vita ricreata lungo i percorsi proposti da Pitti Fragranze per i suoi visitatori (biglietto 10 €), in una “cornice di giardini monumentali e orti botanici.”; ridando alla vegetazione – ai suoi colori e alle sue forme spontaneamente geometriche – l’attenzione che merita. Perché senza natura non esisterebbero le sofisticate e creative fragranze che i maestri dei profumi creano sparsi nel mondo, e riuniti pressi la Stazione Leopolda a Firenze .
Per chi non potesse aspettare settembre e primavera, è sufficiente spostarsi a Livorno – dal 30 luglio all’8 agosto – per assaporare Effetto Venezia: kermesse annuale che quest’anno celebra suoni sapori e, soprattutto, profumi della Spagna. Non a caso, titolo del tema conduttore è “Livorno porta della Toscana sul Mediterraneo: profumi di Spagna”. Per dieci giorni il quartiere vivrà in una magica atmosfera di profumi, estesa in ogni vicolo attraverso un assiduo dipanarsi di bancarelle, mercatini e, per la gioia dei palati degli avventori, eccezionali stand gastronomici livornesi e iberici, esaltando una nuova, originale e aromatica tradizione dell’incontro culinario e culturale. Il tutto è allietato da balli – flamenco in prima fila – musica rigorosamente spagnola e fuochi d’artificio. Per di più, per chi non si accontenta, giungono in aiuto musei, stabilimenti balneari, locali, pub, ristoranti e persino negozi aperti fino al mattino per l’occasione. E ancora, decine di spettacoli all’aperto, per circa un centinaio di eventi tra danza, teatro e musica e… buoni odori. Profumi di Spagna e di Toscana.
Profumi di buon cibo. Profumi di arte cultura.
Silvia Blakely
Come non amare Viareggio e Benetti, i cantieri del “barcobestia”
Scritto da admin il | 23 luglio 2010 | Nessun commento
Viareggio! Come non amarla, per le sue spiagge d’estate e per il suo coinvolgente carnevale d’inverno.
E che cosa non dire della Capannina o della vicina Bussola, in Versilia, dove è passata tutta una generazione di cantanti, qualcuno dei quali ancora sulla cresta dell’onda (un nome su tutti: Mina) e tutti ancora vivi nel ricordo dei sessantenni di oggi.
Il suo sapore orientaleggiante è una continua sorpresa per la presenza, nel suo paesaggio urbano, di guglie, cupolette e torrette in stile Liberty.
Non ci si può confondere: ville, alberghi e locali pubblici sono, infatti, quasi tutti decorati in ceramica e risalgono alla fine dell’Ottocento o ai primi anni del secolo scorso, quando la città, diventò la meta preferita della ricca borghesia.
Si iniziò in quel periodo un’attività febbrile: furono costruiti i primi stabilimenti balneari, il Casinò, un Teatro e numerose strutture ricettive.
Da sempre luogo dove “si facevano barche” si rivelò fondamentale per queste nuove costruzioni la tradizione e la “perizia tecnica” dei “maestri d’ascia” che a causa della crisi che aveva colpito la navigazione a vela, avevano dismesso la loro attività di carpentieri e in sinergia con architetti, geometri e progettisti, diedero a Viareggio il tipico aspetto di un “Liberty di legno”, creando una sorta di commistione tra un’architettura giapponeseggiante ed un barocchetto.
Fatta in buona parte di legno, nella notte del 17 ottobre del 1917 fu ferita da un incendio che praticamente la devastò, ma la sua ricostruzione iniziò senza tregua, utilizzando, questa volta mattoni e pietre, cercando però di recuperare quanto più possibile ciò che sembrava perduto cosa che fece il miracolo di lasciarne inalterato lo stile.
Sono di questo periodo il famoso Salone Margherita, l’Imperial, il Caffé Concerto Eden.
Su questo luogo forte che incanta lo sguardo e il pensiero, ci ritroviamo perfettamente a nostro agio nelle parole di Mario Tobino, viareggino D.O.C. quando in “Sulla spiaggia e al di là da molo” del suo paese natale ci racconta che è “(…) un’umana anarchia, piacere e sfrenata libertà, assomigliare alle risate e alla forza del libeccio” e ancora “ Quanto ti amo o mio paese, fosti ingenuamente generoso anche se tutti ti ignorano. Tenterò di narrarti con la più dolce modestia…..”.
Viareggio è stata, infatti, ed è ancora tutt’oggi per molti, ispirazione, punto di partenza ed infine approdo alle storie di mare, un mare in cui vediamo la fatica minuta di pescatori, di disperazione e di povertà di tutti i giorni ma al contempo un mare capace di burrasche e grandi eventi e di persone preziose, capitani, macchinisti, marinai, un mare che narra storie di ingegni caparbi, liberi, capaci di grandi progetti e lungimiranza.
In questo contesto i Cantieri Benetti di Viareggio riassumono l’indole tenace di un popolo intelligente e anche un po’ bucaniere.
I Benetti iniziarono nel 1873 con la creazione del barcobestia: una goletta, la cui produzione li ha visti leader sul mercato dal 1900 fino al 1950, quando le barche man mano smisero di andare a vela per esser dotate di motori (barcobestia deriverebbe dall’inglese the best boat, ma traslitterata nella fantasia dei maestri d’ascia diviene “barcobestia”). Affinando tecniche e materiali, l’attenzione è stata rivolta agli yacht extralusso, costituendo in seguito il principale oggetto della produzione dei cantieri, dal tratto distintivo per le linee classiche e le rifiniture pregiatissime.
Nel tempo i Cantieri Benetti sono divenuti (in particolar modo negli anni settanta), un simbolo di ricchezza, ma soprattutto marchio di qualità del made in Italy, cosa che a suo tempo non è sfuggita alla Azimut che li acquistò creando adeguatamente una “nicchia” specializzata in imbarcazioni di lusso.
Il Gruppo gode di ottima salute, attualmente dà impiego ad oltre milletrecento addetti coinvolgendo un indotto di circa duemila persone. Ha all’attivo quattrocento imbarcazioni in produzione, per cui si può tranquillamente affermare che è il primo cantiere nautico europeo e l’unico cantiere al mondo per la produzione di yacht oltre i ventiquattro metri, ma che è in grado di proporre una ampia gamma di prodotti perché parte da imbarcazioni di nove metri per arrivare fino ai settanta.
Abbiamo inoltre cinque linee che qui riassumiamo in:
Sport Cruisers open, imbarcazioni in vetroresina con una lunghezza che va dai nove ai sedici metri, produzione del cantiere Gobbi di Sariano di Gropparello.
Motorcruisers imbarcazioni in vetroresina tra i dodici e i venti metri costruite nei cantieri di Avigliana vicino Torino.
Motoryachts in vetroresina tra i ventuno ed i trentacinque metri dei cantieri di Viareggio – Lucca.
Motoryachts Open anche questi in vetroresina, lunghi tra i diciotto ed i trenta metri.
Megayachts che sono costruiti in acciaio e alluminio se la loro lunghezza varia tra i cinquanta e i settanta metri mentre sono in vetroresina se la loro lunghezza è tra i trenta e i quaranta metri, tutti portano il marchio Benetti ed il cantiere è a Viareggio.
Il successo di solito è dato da molteplici fattori, ma nel caso dei cantieri Benetti vi è di certo, oltre ad un sapere antico, una grande preparazione che li porta ad un continuo ricercare, studiare e sperimentare materiali unendo questo all’utilizzo di forniture di consolidata qualità. Si avvalgono inoltre dei più capaci e conosciuti architetti navali e disegnatori d’interni (la certificazione naturalmente è di Qualità ISO 9001 e il Marchio CE) e ricevono oramai ininterrottamente e da anni, l’approvazione e il riconoscimento delle classificazioni internazionali più severe e selettive.
(American Bureau of Shipping, Lloyd’s, Norske Veritas, Bureau Veritas).
E in ultimo, ma non meno importante, dispongono di una rete commerciale consolidata e distribuita in tutto il mondo, ricca di professionalità ineguagliate che consente una reale e costante crescita professionale del management.
Chiara Pannullo
PRAMAC, l’energia che soffia nel vento
Scritto da admin il | 15 giugno 2010 | Nessun commento
L’energia come marchio di fabbrica, come anima sottile che muove e caratterizza una impresa. Energia nel fare e nel trasformarsi, energia nel proporsi, energia nel crescere costantemente. Tutto questo è Pramac, il Gruppo che dal 1966 nel senese ha costantemente seguito un percorso di crescita vertiginoso e con una potenza costante ed indirizzata, tanto che questa potenza è il filo comune dell’energia che Pramac comunica in tutte le sue attività.
Questa grande storia di successo italiana, nata nel 1966 come produttrice di macchine edili, è riuscita nel giro di pochissimi decenni a trasformarsi in una delle più brillanti realtà italiane, mantenendo una immagine di potenza e di coerenza che pochi possono vantare nel mondo. Già, perché c’è coerenza anche nel momento in cui Pramac sponsorizza il mondo delle corse, dove la potenza e l’energia sono esasperate ai massimi livelli dei limiti fisici e tecnologici, esattamente come tecnologia ai massimi livelli è stata richiesta alla Pramac per illuminare proprio i più importanti Gran Premi di Formula 1 e di Motociclismo del mondo, dal Qatar ad Abu Dhabi, passando per Singapore. Solo Pramac ha potuto farlo, e lo ha fatto con l’energia dei propri generatori che illuminavano gli occhi del mondo. Unirsi come sponsor a chi corre, significa affiancarlo nella sfida al vento, l’ostacolo invisibile, intangibile ma presente, duro, consistente. Pramac nelle gare ha battuto il vento, ed è grazie al vento che oggi si lancia nella sfida dell’energia eolica da dominatrice, con la grande innovazione delle miniturbine eoliche dall’affascinante design e dalla notevole efficienza. Disegnate da Philippe Starck, i due modelli Pramac si distinguono per la girante a due o a tre pale, che producono una energia di picco rispettivamente di 400 Watt e di un Kilowatt, in spazi e con altezze estremamente limitate, inferiori a quelle richieste da un qualsiasi impianto fotovoltaico. Queste miniturbine sono eleganti, sembrano plasmate dal vento di cui si nutrono, generando una energia pulita e continua negli anni. Pramac lo ha capito per tempo ed ha scelto questa innovazione, analoga a quella che pervade anche la sua offerta fotovoltaica dove, recentemente, ha introdotto una tecnologia così all’avanguardia che il sistema è denominato proprio “Pramac Luce Micromorph”, che consente inoltre la facile compatibilizzazione architettonica con le strutture in cui si integra.
Pramac non è solo questo, a fianco delle Business Unit dedicate alla produzione di Generatori, allo sfruttamento dell’Energia Solare e dell’Energia Eolica, è sempre presente anche quella di Movimentazione Logistica, uno dei capisaldi di Pramac fin dagli anni ’70. Quante cose sono cambiate, da allora: la Pramac, oggi, fattura all’estero gran parte dei suoi oltre 230 milioni di euro, con prevalenza nei Paesi dell’Euro ma in rapido sviluppo anche in Oriente, ha sei stabilimenti e oltre 800 dipendenti, una realtà produttiva sana che ha ancora nella famiglia di uno dei fondatori, Mario Campinoti, la sua conduzione sicura. Pramac finanzia anche la ricerca ed incoraggia i giovani studenti e tecnici, mettendo a disposizione tramite Pramac Lab le sue strutture per ricerche, studi e tesi di laurea. Un modo per garantirsi il futuro, e per garantirlo anche agli altri.
Generatori Elettrici, Logistica, Pannelli Solari, Energia Eolica, Ricerca e Sviluppo, Competizioni Motoristiche… quanta energia deve avere Mario Campinoti, per essere ancora in sella da quel lontano 1966, tanta energia, quanta e forse più di tutta la Pramac stessa…
www.pramac.com www.revolutionair-pramac.com
Marco Lungo
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Toscana, linfa vitale!
Scritto da admin il | 1 giugno 2010 | Nessun commento
Mi piace pensare alla Toscana produttiva come al sistema linfatico umano:
una cosa che non è visibile ai più, al di là di qualche ghiandola ingrossata per una infezione vagante. Non abbiamo con il sistema linfatico la stessa familiarità che possiamo avere, ad esempio, con i vasi sanguigni. Eppure, la linfa in noi c’è, scorre per dei percorsi precisi e netti, dà il suo contributo al nostro benessere, però rimane quasi invisibile nel suo esistere e scorrere.
E così accade con il lavoro in Toscana: una azienda correlata ad un’altra in una tessitura di relazioni che non è sempre visibile, ma che mantiene viva la Regione con una forza che altre parti di Italia ignorano, ed è anche per questo che persone ormai di un altro secolo hanno trovato in Toscana il modo di creare un qualcosa che sia restato nel tempo. Noi magari conosciamo i nomi maggiori, ma tanti sono gli uomini che hanno tirato su dal nulla storie economiche di rilevante importanza. Per rimanere nel noto, possiamo portare come esempio marchio Gucci, storicamente nato quasi cento anni fa e effige di lusso di notevole caratura, così come si può parlare di Prada che, in epoche più recenti, ha spostato proprio in Toscana la sua produzione di élite, visto che già i suoi fornitori erano tutti nella zona del Valdarno, che è culla della lavorazione del pellame e della sua finitura di pregio. La linfa che scorre attraverso questi grandi marchi passa per tutta una serie di piccoli nomi artigianali, di produzioni in cui il termine “subappalto” sembra quasi involgarire il concetto di base Continua a leggere
Sammontana è Toscana!!
Scritto da admin il | 25 maggio 2010 | Nessun commento
Dici Sammontana e pensi subito al buon gelato cremoso! E la bontà non può che venire premiata: Sammontana è infatti al terzo posto come produttrice di gelati industriali in Italia, anche se, a dirla tutta, è l’unica italiana d.o.c. “in mezzo” ad Algida-Unilever e Motta-Nestlè, multinazionali arcinote a livello mondiale.
E l’orgoglio italiano e ancora di più, quello toscano, cresce se si pensa alle origini di questa grande azienda:
“All’inizio degli anni ‘40 Romeo Bagnoli si guadagnò un’ottima reputazione per il gelato della sua latteria-gelateria di Empoli. Per farlo più buono usava un latte di prima qualità proveniente da una fattoria vicina che si chiamava Sammontana, e che finì con il dare il nome alla gelateria e poi all’azienda che nacque. Nella primavera del 1948 il figlio maggiore di Romeo, Renzo, trasformò la piccola gelateria in un vero e proprio laboratorio artigianale. Da lì ebbe inizio la storia di quella che oggi è una delle realtà più importanti sul panorama nazionale per la produzione del gelato…” (www.sammontana.it)
L’azienda di Renzo Bagnoli vanta prodotti di qualità indiscussa ormai da più di 70 anni, la leadership sul mercato italiano, e si distingue inoltre per l’etica e la serietà con cui amministra i propri stabilimenti, i propri dipendenti, senza dimenticare l’impegno per l’ambiente.
In un momento storico in cui spesso ci si interroga su cosa si ha nel piatto, (v. numerosi e recenti scandali enogastronomici, truffe alimentari, falsi d’importazione…), portare in tavola un prodotto che si gusta volentieri e si può offrire serenamente ai propri figli ha un valore incalcolabile.
Non bisogna dimenticare che Sammontana non è solo sinonimo di gelato: negli anni ’60 è stata lo sponsor della mitica Bianchi-Sammontana, e oggi continua a intrattenere rapporti con partner d’eccellenza sportivi e non (Gardaland, Sashall, Mandela Forum, Zoomarine…).
Una bella occasione per conoscere più da vicino questa “golosa” realtà sarà il Festival del Gelato che si terrà a Firenze tra il week-end del 28/30 maggio 2010, a cui l’azienda presenzierà il venerdì in Piazza della Repubblica dalle 10.00 alle 22.00 con la “Fabbrica del gelato Sammontana: varietà e talento” . (www.firenzegelatofestival.it).
Barbara Amoroso
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Saggi di Stile e Gusto Toscano
Scritto da admin il | 9 maggio 2010 | Nessun commento
Noi le promesse le manteniamo!
Sei qui di passaggio?! Bene
! Ti aspettiamo comunque a Saggi di Stile e Gusto Toscano, un’iniziativa integrata fra operatori e promossa da BelViver troppo bella per tenercela solo per noi!!:-). Cogli l’occasione per muoverti con la famiglia in totale libertà di Scelta e Scopri e Conosci quello che più ti piace!
Puoi partecipare semplicemente prenotando e stampando questa pagina da esibire al personale dedicato.
22 maggio 2010
ore 16.00 ColleVilca -loc. san marziale 24 – STILE E GUSTO CONTEMPORANEO
visita guidata alla lavorazione del cristallo della ColleVilca con degustazione TortaPistocchi incontro gratuito max 30 persone. Per info e “prenotazione BelViver” 0577 909730/37, info@belviver.com - www.collevilca.it
ore 18.30 Loft di nonsolocuoio – via di spugna 17 – STILE E GUSTO MEDIOEVALE
scoperta delle tecniche di lavorazione artigianale del cuoio Loft nonsolocuoio e realizzazione sella medioevale con assaggi prodotti del Mattone Due, esposizione Prisco Art, incontro gratuito max 30 persone. Per info e “prenotazione BelViver” 0577 924636, info@nonsolocuoio.com- www.nonsolocuoio.com
23 maggio 2010
ore 11.00 Ritrovo a Porta Nuova – in prossimità parcheggio gratuito – ARTE E ARCHITETTURA COLLIGIANA
visita con la guida turistica Roberta al borgo di Colle Alta, per chi lo desidera previsto accompagnamento al Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra, incontro gratuito max 30 persone. Per prenotazioni info@belviver.com indicare nome e cognome dei partecipanti per nucleo famigliare
ore 16.00 La Grotta del Cristallo – via del murolungo 20 (Colle Alta) – STILE E GUSTO “D’OGNI TEMPO”
illustrazione e dimostrazione delle tecniche di molatura nello showroom del maestro molatore Giuliano Bandinelli con degustazione del pluripremiato olio di Gabriele Bruchi, incontro gratuito max 30 persone. Per info e “prenotazione BelViver” 0577 924676, info@lagrottadelcristallo.it - www.lagrottadelcristallo.it
Ospitalità
Arnolfo – sabato a pranzo e domenica a cena – via xx settembre 50 – TERRITORIO E RICERCA
aperitivo con benvenuto offerto dallo Chef Gaetano Trovato, la sosta prosegue con menù degustazione di 6 portate e in abbinamento selezione di vini e bevande – vino bianco, vino rosso, acqua e caffè -. Prezzo € 100,00. In alternativa: aperitivo con benvenuto offerto dallo Chef Gaetano Trovato e menù alla carta. Per info e “prenotazione BelViver” 0577 920549, arnolfo@arnolfo.com - www.arnolfo.com
Ristorante da Simone e Antico Pastificio Morelli 1860 - 22 e 23 maggio pranzo e cena – piazza bartolomeo scala 11 – L’ORIGINE DEL GUSTO
materie prime a nudo per un saggio dell’origine del gusto. Sabato 22 maggio alle 20,30 Antonio Morelli titolare dell’Antico Pastificio Morelli ci farà conoscere i profumi e i principi attivi nutritivi del germe di grano: il cuore del chicco di grano; accoglienza BelViver e menù di tre portate. Prezzo € 35,00. Per info e “prenotazione BelViver” 0577 926701, info@ristorantedasimone.it - www.ristorantedasimone.it
Hotel Palazzo San Lorenzo – pernottamento W.E. 22 maggio – via gracco del secco 113 – ELEGANZA E BENESSERE
camera doppia € 123,00* -colazione a buffet, 1 acqua minerale dal frigobar, parcheggio, collegamento internet, ingresso area wellness (percorso di circa 2 ore con alternarsi di sauna, bagno turco, piscina riscaldata con idromassaggio, docce emozionali e sala relax con corner tisane – all’arrivo in camera gli ospiti troveranno accappatoio e ciabattine); ingresso area wellness esterni € 20,00. Per info e “prenotazione BelViver” da pervenire entro la settimana precedente: 0577 923675, booking@palazzosanlorenzo.it - www.palazzosanlorenzo.it. *Proposta esclusiva aderenti BelViver
BelViver riconoscere la toscana info@belviver.com www.belviver.com“Il Canto dai fornelli polemici..”
Scritto da barbara il | 28 aprile 2010 | Nessun commento

The S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants 2010 !!
Accidenti quanto fa discutere questa manifestazione mondiale! Non vi è testata giornalistica (ilsole24ore, il corriere della sera, l’espresso), e blog di enogastronomia che non gli abbia dedicato almeno un articolo, con tanto di critiche ed insinuazioni, oltre al prevedibile servizio di Striscia la Notizia sulla scia di “Fornelli Polemici” che ci ha “cucinato” per tutto questo inverno!!!.
Non tutti i mali vengono per nuocere! e probabilmente se Striscia la Notizia non avesse coinvolto tanti “Signori del Settore” oggi con difficoltà si sarebbe parlato in una trasmissione popolare del Canto e della Certosa di Maggiano!!: New Entry e dritti dritti al 40° posto della classifica mondiale dei 50 migliori ristoranti!!!.
“ma è il 40mo posto del Canto di Paolo Lopriore (new entry al posto di Cracco che esce dai 50: non è bastato far da testimonial televisivo per l’acqua Panna, maligneranno alcuni…) ad avere un valore molto più alto di quanto dica il numero stesso. Nemo propheta in patria: privato addirittura della stella Michelin, snobbato da buona parte del circo mediatico italiano, Lopriore e la sua raffinata ma ermetica cucina si prendono una bella rivincita, soprattutto rispetto a colleghi tristellati di cui in classifica nemmeno l’ombra” (fonte: ilsole24ore.com)
Gran bella soddisfazione per lo Chef Paolo Lopriore, comasco di nascita ma insediato da qualche anno in quel della Certosa di Maggiano, una struttura incantevole diretta da Anna Claudia Grossi e a pochi passi dal centro storico di Siena.
Per quel che possiamo raccontarvi da avventori, una cucina evoluta a tratti spiccatamente sorprendente e di forti contrasti smaccatamente diversa dall’aplomb apparentemente rassicurante e pacato di Lopriore.
un esempio! questo piatto!: Pino, midollo & tartufo. Cosa dirvi …. va provato!!

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NONSOLOMODA
Scritto da barbara il | 28 aprile 2010 | Nessun commento

Semplicità, freschezza, concretezza!. La moda sta cambiando, e con lei il modo di comunicare e di avvicinarsi al pubblico grazie ad un periodo congiunturale sfavorevole, al web, alla musica, all’allestimento delle sfilate e a nuovi e inaspettati testimonial.
Non solo lei crediamo noi!, in diverse manifestazioni di questo 2010 riscontriamo un filo conduttore. Dal tema portante di Identità Golose “il lusso della semplicità” a Squisito con “ritorno alla semplicità” per giungere ai temi di alcuni eventi in programma che hanno caratterizzato il Cosmoprof del 2010.
Vi invitiamo alla visione della puntata del 14.04.2010 di NONSOLOMODA - 2694 visualizzazioni- (pazientate per i pochi secondi di pubblicità!!). E buona visione!
Due teste di serie toscane! Arnolfo Ristorante e La Tenda Rossa…
Scritto da barbara il | 27 aprile 2010 | Nessun commento

Quando abbiamo visto queste due foto il resto “vien da se”! non perchè ci bastino delle belle foto ma perchè le abbiamo ritenute eloquenti e portavoce di contenuti sviscerati in lunghi nostri piacevoli confronti!. Contenuti che dalla comunicazione di massa, spesso fuorviante, rimangono in secondo piano non rendendo giustizia al serio lavoro.
Seri professionisti, schietti e infaticabili, grande esperienza, una visione di lungo periodo, credere fortemente in un progetto di vita e di lavoro, maestri nell’ospitalità e solide fondamenta, ecco gli elementi che accomunano le famiglie Santandrea-Salcuni per La Tenda Rossa e Trovato per l’Arnolfo Ristorante, famiglie che operano da anni nel settore dell’alta ristorazione e che contribuiscono a rendere quel che è la Regione Toscana e l’Italia in ambito internazionale!
Una soggettiva interpretazione di ciò che è ”dare” un’esperienza indimenticabile, diversi concetti da tradurre in proposte che guidano le creazioni, personale estro, creatività e stile, persone diverse ma animate da un medesimo intento sono gli elementi distintivi! che ne fanno due Ristoranti di altissimo livello ma profondamente diversi, da conoscere e riconoscere!
Arnolfo Ristorante. Gaetano e Giovanni Trovato: architettura e contenuti nei piatti, espressione di quel genio-creativo-artista-pensatore ed esteta che è Gaetano; in sala stile discreto e elegante dal sommelier gentiluomo siciliano Giovanni. Un’”esperienza brillante-tradizionale. www.arnolfo.com

La Tenda Rossa. Famiglie Salcuni e Santandrea (evitiamo di scrivere i nomi .. sono troppi!!) numerose e affiatatissime: piatti intensi a tinte forti elaborati da una mano unica e riconoscibile. Sapori, colori, odori e gusto che evocano la migliore tradizione famigliare tout court; in sala stile gioviale e sorridente ma sobrio dalla sommelier “Natascia e & C.” . Un’”esperienza di entusiasmo e calore”. www.latendarossa.it
La parola d’ordine in questi due locali toscani non è stupire!! è DARE per il gusto di dare!.. il resto “vien da se!”
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La Toscana al Vinitaly
Scritto da barbara il | 24 aprile 2010 | Nessun commento

o meglio alla 44° edizione del Salone internazionale del vino e dei distillati, che si è svolta dall’8 all’11 aprile del 2010 a Verona.
Vi consigliamo di sintonizzarvi su Gambero Rosso Channel per capire il presente e il futuro di uno dei settori più strategici del commercio nazionale e dunque anche toscano; lo speciale da non perdere andrà in onda in esclusiva sabato 24 aprile alle 20.30 e domenica 25 aprile alle 15.00 e alle 22.30.
Di seguito le interviste a cura di Gambero Rosso Channel ai protagonisti toscani del Vinitaly
intervista a Stefano Campatelli -Dir. Con. Vino Brunello di Montalcino; intervista a Marina Malenchini -Pres. Cons Chianti Colli Fiorentini intervista a Marco Toti -Dir. Cons. Chianti Colli Senesi intervista a Jacopo Biondi Santi intervista a Alessandro Bargagli -Pres. Cons. Morellino di Scansano intervista Riccardo Illy -Azienda Mastrojanni intervista Paolo Valdastri - Dir Cons. Bolgheri- intervista Giovanni Busi -Pres. Cons. Chianti Rufina immagine tratta da: www.veraclasse.itTags: brunello > chianti > firenze > grosseto > lucca > morellino di scansano > siena > vinitaly 2010 > vino

