Consorzio Vera Pelle Italiana: Oliviero Toscani colpisce ancora.
Scritto da Team BelViver il | 2 luglio 2011 | Nessun commento
In piena estate, parliamo della bufera che ha raggelato la Toscana… avendo poco a che fare con il meteo.
Per il calendario 2011, il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale ha scelto l’Oscar Wilde della fotografia italiana. Artista spesso attaccato, a volte scomodo, che si ama odiare (e ama esserlo). Un provocatore: ma proprio Wilde sentenziò che, bene o male, l’importante è che se ne parli!
«Forse la società ha dei forti complessi su questo, ma ce l’ha persino la mamma», irriverente, Oliviero Toscani così ha risposto alle accuse contro i suoi scatti. Dodici vagine che salutano il 2011 con diverse fattezze e colori, pubi depilati e non, biondi, castani, corvini, rossi, appartenenti a misteriose donne di origini ed età diverse .
Il calendario del Consorzio toscano, distribuito con Rolling Stone Magazine, è stato presentato il 13 Gennaio in occasione di Pitti Uomo 2011, introdotto dal dibattito “Incontro sulla Femmina”. In concomitanza, si è scatenata una bufera di critiche, in particolare in quel di Firenze dove femministe, assessore all’istruzione, Consiglio Comunale e commissione per le pari opportunità si sono uniti al grido: «Questo calendario non s’ha da fare».
Volgarità, diseducazione, schiavitù del corpo femminile, le accuse, almeno da una parte. Dall’altra, il calendario è stato apprezzato come opera d’arte (le immagini sono apparse alla Biennale) o come ironica provocazione. Polemiche e pareri discordanti: Toscani ha colpito nel segno facendo parlare di sé e del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata.
Perché scegliere queste immagini? Tattica calcolata del Consorzio o scelta ingenua? Simone Remi, il consigliere, ha risposto: «Noi non volevamo offendere nessuno e ci dispiace […]. Comunque non necessariamente l’immagine è legata al prodotto… E in ogni caso non ci vedo nessuno scandalo, semmai concordo con quel che ha detto mia moglie quando l’ha sfogliato: è un’idea banale». Oggigiorno la nudità dilaga ovunque, corpi femminili denudati per pubblicizzare persino infissi o silicone; il simbolo del cinema erotico italiano sponsorizza delle patatine!
Il Consorzio nasce nel 1994 e oggi associa 23 concerie, le uniche in Italia a produrre pellame conciato al vegetale di alta qualità. Non necessariamente l’immagine è legata al prodotto… ma se lo fosse? Accostare il corpo della donna al processo di concia è a dir poco forte, svilente se si pensa alle fasi della lavorazione. Il corpo come materiale grezzo da lavorare? D’altra parte, il processo praticato da Vera Pelle Italiana è puro artigianato all’insegna della tradizione e del naturale. Vera pelle: vera qualità e bellezza pregiata… Le linee armoniche del pube femminile, il mistero da esse celato, sono da millenni sinonimo di bellezza autentica, quella più semplice, che non si trucca né acconcia, naturale appunto.
Ma molto più semplicemente, le foto di Toscani rappresentano un’esasperazione parossistica e provocatoria. Del resto, va riconosciuto, un pube femminile isolato da sguardi voluttuosi, movenze invitanti o seni offerti, più che sensualità o sessualità richiama l’idea di femminilità o maternità.
Fonte immagine: ansa
Blog: minaccia fantasma o libera informazione?
Scritto da Team BelViver il | 18 giugno 2011 | Nessun commento
Un blog al giorno toglie il medico di torno, peccato che sia più realistico parlare di un blog al secondo dato l’incredibile incremento dei “diari virtuali”. La presenza online di siti che raccolgono riflessioni, spunti e pensieri di chiunque – dal professionista al cosiddetto figlio del postino, passando per il ragazzo della porta accanto – ormai è sproposita: la domanda se la saranno posta in molti, e oggi ce lo chiediamo anche noi. Cosa si nasconde dietro queste cifre mostruose? Una totale libertà di informazione, uno scambio continuo di dati che assicura maggiore conoscenza, e coscienza, a beneficio di tutti? O, al contrario, l’eccesso di blog, come un effetto boomerang, è causa di una condizione di invisibilità? Anche lo spazio virtuale finirà col divenire sovraffollato? Basti pensare al numero di blog dedicati al tema… blog (come crearli, come guadagnarci o generare traffico etc): impressionante. L’incremento esponenziale dei diari online rischia di inficiare la capacità dell’utente di scegliere, ovvero di informarsi, sopraffatto dalle troppe opzioni?
Internet è il luogo democratico per eccellenza: tutto cambia con tale rapidità, opinioni, commenti e passaparola viaggiano alla velocità della luce: impossibile adagiarsi sugli allori, detenere qualsiasi primato o semplice fiducia se immeritati (e il “meritato”, va guadagnato giorno per giorno, l’oggi è sempre diverso dal domani online). Per cui niente timore: un blog valido non verrà mai messo in ombra da cento blog realizzati con approssimazione. Gli utenti sanno quello che vogliono e non si accontentano! Ascolto e visibilità fanno rima con passione e capacità. Il problema, piuttosto, si presenta all’utente/lettore, ovvero la perdita del tempo dedicato a pagine web che poi risultano inutili, se non persino una presa in giro.
Chi sono i bloggers? Questa moltitudine di colonizzatori del cyberspazio… Persone comuni – il famoso ragazzo/a della porta accanto – che sfruttano la più potente arma di Internet, ovvero comunicazione e condivisione (binomio esplosivo) per mettere nero su bianco – come si diceva ai tempi di carta e calamaio – le proprie opinioni, esperienze, emozioni. A questa tipologia, si affiancano i blog professionali il cui obiettivo consiste nel generare traffico per fare denaro; una soluzione marketing per aziende che intendono incentivare i propri affari. In questo caso, si incappa nel rischio di blog che più che diari virtuali sono spam. Condivisione di opinioni e scambio d’idee lasciano il posto a una logica di mera promozione al fine di un guadagno. Naturalmente, non tutti i blog che nascono dalla costola di una qualche azienda o progetto professionale seguono queste logiche, molti di essi diventano punto di riferimento per utenti/clienti che vi trovano suggerimenti, consigli, discussioni e commenti utili. Ma il difficile è riconoscerli!
Qual è l’errore più grave dei bloggers? La mancanza di originalità. Molti bloggers si limitano a parafrasare (senza nemmeno impegnarsi a variare più di tanto il testo) o, peggio ancora, a copia-incollare informazioni reperite qua e là nella rete, senza apportare nulla di proprio. Talvolta valicando i confini del plagio. Così torniamo al problema iniziale, quello della minaccia fantasma. Infatti questi blog fittizi vanno inevitabilmente a creare ulteriori code e rallentamenti nell’autostrada chiamata blogsfera, trafficata già a sufficienza.
Che ci sia bisogno di un più rigido codice stradale?
Fonte immagine: Flickr
Eccellenza: cos’è e come riconoscerla?
Scritto da Team BelViver il | 11 giugno 2011 | Nessun commento
«Eccellente» pronuncia ricorrentemente, ghigno malefico e mani congiunte, il sig. Burns, proprietario della centrale nucleare presso cui lavora (si fa per dire)… Homer Simpson. “Eccellente” significa che l’anziano e perfido magnate della sit-com animata ha portato a compimento un qualche losco piano.
Ma cosa significa oggi “eccellenza“, nella realtà? Da sempre la Toscana offre qualità e bellezza a cittadini e visitatori. D’altra parte, proprio per la chiarezza dovuta a questi ultimi, i diversi gradi di qualità e bellezza vanno definiti: esistono precisi confini da rispettare, che non sempre lo sono.
Sentiamo spesso parlare di un locale suggestivo o di una bottega affascinante e peculiare, servizio cordiale e amichevole … prodotti eccellenti. Prendiamo una cantina dove gustare un Morellino di Scansano accompagnato da una variegata scelta di salumi e formaggi locali dal gusto inconfondibile, talvolta travolgente. Oppure una boutique dove provare abiti creati a mano, rigorosamente cuciti con tessuti di prima qualità toscana, una carezza sulla pelle. Prodotti ottimi, senz’altro: eppure, non necessariamente eccellenti.
Secondo il vocabolario della lingua italiana, l’eccellenza consiste nel «più alto livello qualitativo raggiungibile». Una condizione di straordinarietà nel senso etimologico del termine: fuori dall’ordinario, in quanto superiore agli standard. La Toscana vanta, all’interno della propria offerta territoriale, un certo numero di prodotti e servizi ottimi, tuttavia l’abuso del termine eccellenza rischia di mettere in ombra le punte di diamante, ovvero quei prodotti, luoghi o servizi che rispettano davvero i criteri di tale condizione. E il cui prestigio porta splendore a tutto il resto.
Di questo passo, il significato del termine arriverà a perdere il valore che gli è proprio per avvicinarsi forse non a quello di ordinarietà, ma sicuramente a quello di standard ottimale (che per quanto ottimale, rimane comunque standard). Cosa dovremmo fare a quel punto? Inventare un neologismo? Nel film Il diavolo veste Prada, un guru della moda afferma che oggi la taglia 42 è la nuova 46. Dobbiamo preparaci al fatto che un prodotto ottimo, spesso anche “solo” buono, coincida con la nuova idea di straordinarietà? I rischi di questa incertezza linguistica sono principalmente due. Primo: scordare l’eccellenza, quella vera, che la Toscana ha da offrire, offuscata dall’ambiguità nell’attribuzione del termine. L’operato dell’artigiano – per esempio – che lavora a mano articoli rari e inimitabili, spesso pezzi unici, sarà assimilato a quello dell’azienda che produce in serie articoli buoni, anche ottimi, ma sicuramente non eccellenti perché dentro l’ordinario per propria natura. Secondo: bombardato di informazioni fallaci, il consumatore perderà la bussola per orientarsi tra le offerte a disposizione, prendendo decisioni basate su informazioni erronee.
Siamo curiosi di sapere, cosa significa eccellenza per voi?
Fonte immagine: sito
Firenze: culla del Rinascimento… calamita per la moda.
Scritto da Team BelViver il | 9 giugno 2011 | Nessun commento
Con l’arrivo dell’estate, quando décolleté, spalle, braccia, gambe e piedi cominciano gradualmente a scoprirsi, la ricerca dell’accessorio giusto rischia di diventare più impegnativa della caccia all’oro: una collana particolare, un abitino dalle tinte pastello, un sandalo divertente, un cappello originale, occhiali da sole in armonia con il profilo del viso… A chi non avesse idee, temesse di risultare scontato o, semplicemente, fosse curioso, suggeriamo di tenere d’occhio la quattro giorni di Firenze 4 Ever…it’s Magic. Sicuramente ne uscirà qualche spunto interessante per dare forma al proprio look estivo: parola di Sarah Jessica Parker.
Le, e gli – ammettiamolo -, appassionati di Sex and the City la conoscono come Carrie Bradshaw, ma il suo vero nome è Sarah Jessica Parker: l’attrice statunitense sarà l’ospite d’eccezione della terza edizione di Firenze 4 Ever…it’s Magic, festival dedicato ai fashion blogger che quest’anno si svolgerà dal 9 al 12 giugno. Membro ufficiale dei “glitterati” di New York (individui – più o meno – ricchi e facoltosi che amano frequentare, ostentandolo, eventi mondani e modaioli), inguaribile “fashionholic” (patologicamente dipendente da moda e shopping). Conosciuta e apprezzata per il suo particolare gusto nel vestire e lo stile unico (emblematico il tutù rosa nella sigla d’apertura di Sex and the City). Affetta da un’ossessione compulsiva per ogni scarpa firmata Manolo Blahniks, poco importa che spesso non se le possa permettere: un nuovo modello val bene una bolletta non pagata. Inguaribilmente e romanticamente innamorata della sua Manhattan. Viene spontaneo domandarsi cosa faccia Carrie in Italia, a Firenze. Presto detto, ammira e riconosce il valore della moda in Toscana, frequentando un laboratorio, lo Style lab, durante il quale i fashion blogger avranno la possibilità di creare look originali e personalizzati con abiti e accessori delle nuove collezioni. Perché Firenze è arte e storia, certo, ma ha da dire la sua anche in fatto di moda, stile, buon gusto e creatività nel vestire – letteralmente – da capo a piedi. Quindi, sì, Firenze culla del Rinascimento, ma anche calamita di giovani e brillanti fashion blogger internazionali (attualmente l’unico volto italiano è quello di Chiara Ferragni).
Presso la Boutique Luisa Via Roma, per due giorni, la Parker condividerà spazi e idee con i partecipanti impegnati a creare look e immortalarli in servizi fotografici glamour. Una sorta di fata madrina che, con il proprio interesse per l’evento, regalerà un’aura di autorità alla voce fiorentina nell’universo – sempre più industriale – della moda che viaggia per la rete attraverso blog raffinati, eleganti, stravaganti, di grido, colorati, fantasiosi, estrosi, sobri, di tendenza… insomma, tutto ciò che è fashion. Sembra infatti che sia stata l’attrice in persona ad interessarsi al festival contattando, tramite la propria agente, gli organizzatori.
Che altro dire? Se temete di smarrirvi nei numerosi itinerari percorribili tentando di scoprire il significato delle parole stile e fashion nel vocabolario toscano, seguite la rotta tracciata da Sarah Jessica Parker, icona della moda a Hollywood e in tutto il mondo.
Fonte immagine: sito
Silvia Blakely
Cipolle living – Olio d’Oliva Bathroom
Scritto da admin il | 12 maggio 2011 | Nessun commento
Cipolle, porri, pomodori e zucchine entrano di diritto nella zona living e … l’olio d’oliva? Nella zona più importante della casa quella dedicata alla bellezza! Strano? Per niente!.
“Altremani” una linea di produzione di articoli di cartotecnica e complementi di arredo frutto del mix tra design, sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e qualità dell’oggetto. Carta, stoffe, e cordame vegetale, si rigenerano in complementi d’arredo attraverso un processo produttivo frutto di ricerca e sperimentazione. Nascono le creazioni della linea“Vegetable Skin” dalle texture particolarissime e prendono forma quadri, lampade e copertine preziose. I materiali sono eco-compatibili e di recupero e le materie prime provengono da eccedenze di lavorazione industriale. www.altremani.org
“Latte d’Oliva” è cosmetica consapevole (“oltre” la cosmesi naturale): una linea per la cura della persona interamente prodotta con l’olio d’oliva del Podere Castello di Uzzano. Caratterizzano la produzione artigianale l’utilizzo di materie prime vegetali principalmente biologiche e la mancanza di sostanze di derivazione petrolchimica, di conservanti, di tensioattivi e profumi sintetici. Una linea femminile ed essenziale che evoca la purezza. Un packaging fresco, elegante e minimale, bello da vedersi e piacevole da toccarsi in carta ecologica biodegradabile, vetro riciclato o “ecopackage”. www.lattedoliva.it
Tags: bellezza > complementi arredo > igiene persona > saponi
LOGIN
BELVIVER
il nostro runner
centro studi e servizi professionali